Il lavoro, oltre il profitto, per cambiare il mondo

La rete di imprese Eccellenza dono di natura è un modello organizzativo che intende realizzare un progetto di promo – commercializzazione approvato dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo. L’intento è il coinvolgimento di tutti gli imprenditori che intendono presentarsi nei mercati nazionali ed esteri. Ideatore e coordinatore del progetto è Giuseppe Finocchiaro a cui abbiamo rivolto alcune domande.

A che punto è l’esperienza della rete Eccellenza dono di natura?

L’idea di costituire una “rete” di imprese nasce dall’esigenza di aggregare micro e piccole imprese per favorire i processi di internazionalizzazione. La novità, però, non consiste appena nell’idea di “mettere insieme” soggetti diversi, ma di fare con loro un percorso comune unendo settori merceologici apparentemente distanti. Questo concetto può essere sintetizzato dallo slogan che sono solito ripetere: “turismo, agroalimentare e artigianato, un prodotto unico per promuovere il made in Italy”. Da tale modello organizzato nasce un progetto, riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, che dovrebbe garantirci un contributo economico che permetterà di realizzare degli eventi all’estero e diverse attività promozionali.

E nell’attesa di questo contributo da parte del Ministero, cosa avete in programma?

Per le tante aziende coinvolte, oltre trenta, mettiamo a disposizione un piccolo spazio espositivo e di vendita collocato nel centro di Catania. Si chiama Spazio Unico e intende essere un luogo dove far conoscere i nostri tour unici, l’ottimo cibo, i prodotti artigianali esclusivi che si fondono in un percorso comune che intende rappresentare l’eccellenza del nostro territorio e, più in generale, del made in Italy. Abbiamo già sperimentato all’estero tale attività facendo conoscere in Inghilterra, Olanda e Stati Uniti d’America il nostro Expo Village Italy, ottenendo ottimi riscontri.

Perché le imprese e gli artigiani dovrebbero scegliere Spazio Unico?

Perché offriamo gratuitamente la possibilità di esporre e vendere i loro prodotti ma anche proposte turistiche. In cambio chiediamo solo un piccolo contributo economico che non finisce nella nostre tasche ma sarà utilizzato per una campagna promozionale sui social network. E poi perché ci saranno delle mostre fotografiche, si vedranno degli artigiani che creano cestini o degli artisti che dipingono ma anche scrittori che presentano i loro libri. Insomma, l’eccellenza farà spettacolo!

Ma non è controcorrente l’idea di aprire quello che, di fatto, è un negozio, sebbene molto originale?

Se facciamo riferimento alla concezione del lavoro oggi diffusa, che ha come obiettivo solo il guadagno per vivere o sopravvivere, aprire un’attività commerciale come la mia può apparire folle. Ma per me il lavoro è si lo strumento per “mantenere” me e la mia famiglia, ma anche e soprattutto un’opportunità per migliorare il contesto in cui viviamo. Il lavoro, quel gesto che nobilitava l’uomo e che, un tempo, gli avrebbe conferito dignità che fine ha fatto? Sta sparendo e con esso coloro che pensano che attraverso il proprio lavoro si possa cambiare il mondo. Sembra quasi che il mondo possa essere cambiato solo dal denaro, il supremo potere che ricchi e poveri alimentano allo stesso modo facendo un perfetto gioco di squadra.

Sembra che voglia lanciare una sfida…

Quante notizie sentiamo circa la mancanza di lavoro o le difficoltà che hanno i giovani a costruirsi un futuro? E poi ci sono anche notizie di corruzioni, di mala politica e di delinquenza. Da dove si può ripartire? Cominciamo a valorizzare l’apporto che possono dare i giovani, il loro talento e i loro desideri. Io non mi arrendo perchè credo che si possa ripartire da una nuova “imprenditoria sociale” che potrebbe mettere in “rete” imprenditori e aziende con coloro che cercano o che hanno perso un’occupazione con il desiderio che il lavoro, oltre a produrre profitti, possa essere un’occasione per rendere il mondo più bello, più vero e più giusto.